sabato 19 giugno 2004

La Restonica

La valle della Restonica

Un amico corso, proprietario di un ristorante a Centuri, mi aveva detto che il luogo più bello dell'interno della Corsica era la valle della Restonica: lui, tutti gli anni, al termine della stagione estiva, ci portava in gita la famiglia. Così, incuriosito, ci sono andato e devo ammettere che aveva proprio ragione...
La strada è veramente impervia per una vettura normale, stretta e senza protezioni come quasi tutte le strade della Corsica, però il panorama una volta arrivati è veramente mozzafiato; dal punto dove termina la strada è possibile poi, a piedi, raggiungere alcuni laghetti tra le rocce, utilizzando un tratto del GR20, il famoso sentiero che attraversa quasi tutte le montagne della Corsica.



Nella valle, scavata dalle acqua tra montagne di granito, ci sono enormi pini larici e un grosso tronco, abbattuto da un fulmine, lo si può notare nella seconda foto. Il pino laricio è una sottospecie del pino nero, endemica della Corsica e di alcune zone del nostro meridione come la Sila.
La strada che percorre la stretta valle della Restonica inizia nell'immediata periferia di Corte, la vecchia capitale della Corsica che consiglio vivamente di visitare. Nel torrente, lungo la strada, ci sono laghetti in cui in estate ci si può bagnare o prendere il sole su lisci scogli di granito, un'immersione completa nella natura. 


sabato 12 giugno 2004

Morsiglia, il bar

Bar di Morsiglia



Questo è l'interno di un bar di Capo Corso, con le brocche di acqua per il pastis, qualche stemma e foto della squadra di calcio del Bastia, manca solo il busto di Napoleone... Sui ripiani qualche classico aperitivo italiano, pastis di tutte le marche, amaro Mattei e Cap Corse.


Anziché un pastis si chiede “un casà” il pastis Casanis, quello delle brocche per l'acqua ghiacciata a testa di moro, se poi volete una piccola dose di whisky chiedete “un fetus”, cioè un feto, che sarebbe mezzo baby...o meglio un quarto di dose normale.

martedì 8 giugno 2004

Capo Corso dal mare

La punta estrema di Capo Corso, rocce e acque cristalline...

Oggi vi presento alcune foto dell'estremo nord della Corsica, allineata sul 43° parallelo, quella che da alcuni anni è diventata la mia zona di pesca preferita. Dalle rocce bianche della torre di Agnellu, passando per il serpentino verde estremamente corrugato del Capizzolu, prolungamento di quello della Giraglia, per finire alle rocce nere dopo Tollare, sino al semaforo, ad ovest.
Rocce che si specchiano in un mare azzurro per il fondo sabbioso o cobalto per la posidonia, in un continuo alternersi di sfumature di blu. E sopra il verde del maquis, corbezzoli e mirto, ginepri di Fenicia contorti dal maestrale. Uno spettacolo che si può ammirare solo costeggiando con una barca o percorrendo il vecchio sentiero dei doganieri che corre proprio sulla cresta delle rocce.




Le foto sono state tutte scattate dalla barca, pescando alla traina, a fine maggio.


sabato 5 giugno 2004

Barcaggio, spiaggia

Barcaggio, maggio 2004

E' noto che nella spiaggia di Barcaggio, escluso i mesi di luglio e agosto, i bovini siano più numerosi degli umani, anche se ne hanno le stesse abitudini, coricarsi al sole per una sana “tintarella”...



Le mucche, coricandosi sui mucchi di posidonia strappata dalle mareggiate invernali, ne respirano l'aria carica di iodio a pieni polmoni. Anche il toro si rilassa, concedendosi alle foto dei turisti che percorrono il sentiero dei doganieri a ridosso della spiaggia.