martedì 30 marzo 2004

Cauria, dolmen e menhir


La visita a Filitosa mi aveva affascinato, anche grazie al fatto che non c'era quasi gente nel sito, a cui si accede però da un piazzale asfaltato e da un ingresso con biglietteria. Cauria invece mi ha lasciato senza fiato, mi sono trovato catapultato all'età del bronzo con bestiame al pascolo allo stato brado, c'era anche una mucca che aveva appena partorito con un vitello vicino ancora legato dal cordone ombelicale... a parte la mia auto ferma su uno sterrato che di li non si vedeva, niente rivelava che si era ai nostri giorni, nessuna casa, nessun manufatto se non bassi muretti a secco.

Per primo ho incontrato un allineamento di menhir, poi dopo essermi arrampicato su alcuni scalini di legno contro il tronco di una quercia da sughero per scavalcare una staccionata, ho trovato un sentiero che conduceva ad un secondo allineamento di menhir, questi ultimi in un boschetto di cerri. Dopo aver scattato le foto sono tornato verso l'auto seguendo un altro sentiero tra i prati e lì, su un rialzamento del terreno, ho trovato il dolmen.




E' difficile dire cosa si prova, vedendo queste lastre di granito rosa e pensare con quali attrezzi primitivi sia stato realizzato... e quale ne sia stato l'uso, certamente rituale, per cui è stato costruito. Certo in epoca più recente può essere stato utilizzato da qualche pastorello per ripararsi da un acquazzone, ma non ne era certo lo scopo originario...



sabato 20 marzo 2004

Colle della Bavella

Si trova nel sud della Corsica, salendo da Sartene per la valle del Rizzanese, oltrepassato Zonza, la strada sale sino al colle a 1243 mt., per poi scendere in una stretta valle sino a Solenzara, sulla littoranea Bastia – Porto Vecchio.

Il passo è circondato da rocce granitiche molto frastagliate, con cime che vanno dai 1700 metri ai 2136 del monte Incudine. Di li passa il GR20, il famoso sentiero per amanti della montagna che attraversa tutta la Corsica, toccando le cime principali tra cui il monte Cinto. Il GR20 parte da Calenzana, vicino a Calvi e termina a Conca, sopra Porto Vecchio tagliando la Corsica in diagonale, da nord-ovest a sud-est.


lunedì 15 marzo 2004

Colori di Corsica





Sotto i raggi cocenti del sole i cespugli di mirto e corbezzoli emanano una fragranza incredibile, un insieme di aromi inconfondibile di quest'isola che si ricorda tutta la vita... Corsica, l'isola della bellezza e dell'amore!

sabato 13 marzo 2004

Barcaggio

 
Barcaggio è un paesino di pescatori, sull'estrema punta di capo Corso, quello che viene definito l'isola nell'isola perchè è una zona del tutto particolare rispetto al resto della Corsica. E' conosciuto per la spiaggia di dune, popolata più di bovini che di umani, eccetto agosto quando si riempie il piazzale del parcheggio a pagamento. 


Il paese è molto piccolo, tutto raccolto attorno al piccolo porto di pescatori, a parte alcune ville sulle strade di accesso e una piccola chiesa.


E' a meta del sentiero dei doganieri, quello che parte da Macinaggio ed arriva sino a Centuri e serviva anticamente ai doganieri per tenere sotto controllo tutti gli approdi del capo. E' un sentiero bellissimo, quasi tutto a strapiombo sul mare, in mezzo alla macchia mediterranea ed ai ginepri prostrati dal vento
.

sabato 6 marzo 2004

Maialini di Corsica

Non si può andare in Corsica senza mangiare un antipasto di affettato, i salumi corsi sono veramente buoni, anche se al nostro gusto possono sembrare troppo salati e pepati... è chiaramente una necessità dettata dal clima, come nel nostro meridione.

Il prosciutto di coscia non è molto diffuso, le specialità sono il “lonzu”, la coppa, il “figatellu”, quest'ultimo una salsiccia di carne e fegato di maiale aromatizzata e stagionata, che per motivi di conservazione non si trova nei mesi più caldi.

Il motivo principale della bontà dei salumi corsi è dato dalla materia prima, dei maiali di taglia molto piccola che vivono allo stato brado, cibandosi di castagne, ghiande e radici. 



E' molto facile incontrarli nelle strade dell'interno, soprattutto in boschi e castagneti, generalmente in piccoli branchi come in questa foto,


o vedere dei piccoli sguazzare in una pozza di fango al bordo della strada.


In questa foto invece un esemplare solitario passeggia tra fiori di digitale e spighe gialle di tassobarbasso nei boschi dei monti d'Oro, sulla strada tra Ajaccio e Corte.

lunedì 1 marzo 2004

La foresta di Aitone

Scendendo dal colle di Vergio verso Evisa e poi Porto, sulla costa ovest, si attraversa il bosco di Aitone, composto quasi esclusivamente da pino laricio, una sottospecie del pino nero.

E' un ottimo albero per legname da costruzione, i tronchi sono alti e molto cilindrici, il legno resinoso. Le foreste corse di pino laricio ricordano molto le abetaie dell'Alto Adige, anche qui fanno cornice ad alte montagne, che sono di granito rosa mentre nel Trentino prevale la dolomia. 


Come in tutta la Corsica, è molto facile incontrare bestiame allo stato brado, asini, bovini e maiali.